Biossido di silicio (E551): un additivo alimentare sotto accusa
Un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives ha mostrato la pericolosità per la salute di un additivo alimentare molto utilizzato dall’industria: il biossido di silicio.
Dove si trova
Il biossido di silicio si trova in molti alimenti in polvere, come:
- Capsule di caffè al ginseng
- Integratori
- Dispositivi medici
Funzione antiagglomerante
Le nanoparticelle di biossido di silicio sono impiegate con funzione antiagglomerante in alimenti in polvere quali:
- Minestre liofilizzate per neonati
- Preparati per caffè e cappuccino istantaneo
- Uova e latte in polvere
Sono in grado di assorbire l’umidità, evitando la formazione di sgradevoli grumi.
Gomme da masticare
Sono anche aggiunte alle gomme da masticare, sfruttando la loro azione abrasiva per eliminare i residui di cibo dai denti.
In etichetta
Sulla confezione dei prodotti, in etichetta, il biossido di silicio viene indicato tra gli ingredienti con il nome oppure con la sigla E 551.
Integratori comuni
È anche ingrediente di diversi integratori molto comuni, come:
- Enterolactis Plus (fermenti lattici)
- Multicentrum (multivitaminico in compresse)
Cosa dice lo studio
Nello studio, i ricercatori hanno esplorato l’effetto del biossido di silicio sulla tolleranza alle proteine alimentari assunte per via orale.
Cos’è la tolleranza alimentare
La tolleranza è una funzione innata che blocca le reazioni immunitarie infiammatorie quando l’organismo assume proteine alimentari.
Il deficit di questa funzione innesca:
- Intolleranze alimentari (ad arachidi, latte vaccino, pesce, crostacei, uova, ecc.)
- Allergie alimentari, anche croniche, come la celiachia
I risultati dello studio
Lo studio, condotto sui topi, ha dimostrato che l’esposizione a questo additivo provoca:
Una riduzione del numero di cellule intestinali che producono sostanze attive contro l’infiammazione, con il risultato di favorire l’infiammazione intestinale in risposta a proteine alimentari.
Implicazioni per la celiachia
Questo, in persone geneticamente predisposte, potrebbe favorire l’insorgenza della celiachia, patologia caratterizzata da infiammazione dell’intestino dovuta a una reazione immunitaria contro il glutine.
Gli autori dello studio spiegano:
«Il nostro studio fornisce la prova che un’esposizione cronica al biossido di silicio, un additivo alimentare comune nella dieta umana, può interrompere l’omeostasi immunitaria intestinale e avviare la perdita dell’immunità verso gli antigeni alimentari».
Il problema delle nanoparticelle
La tossicità del biossido di silicio è dovuta alla particolare forma chimica a base di nanoparticelle.
Questo è l’elemento che accomuna l’E551 ad altri additivi sospetti, come il biossido di titanio (E171) , il colorante bianco largamente usato per decenni in:
- Chewing-gum
- Caramelle
- Integratori
- Alimenti confezionati
Il caso del biossido di titanio
Dopo ripetuti allarmi della comunità scientifica sulla sua tossicità, il biossido di titanio è stato infine bandito nel 2022 perché genotossico, cioè capace di danneggiare il DNA.
⚠️ Permane ancora in dentifrici e farmaci, per cui non è stato fatto alcun divieto d’uso per l’industria in questi settori.
Gli effetti delle nanoparticelle sull’organismo
Le sostanze a base di nanoparticelle sono un materiale composto da particelle insolubili, assorbite dall’intestino ma eliminate molto lentamente e con grande difficoltà dall’organismo.
Accumulo negli organi
Si accumulano in diversi organi, in particolare:
- Fegato
- Milza
Effetti sulla salute
Le nanoparticelle hanno dimostrato di:
- Produrre effetti sul sistema nervoso centrale (azione neurotossica)
- Avere effetti infiammatori sul sistema immunitario
- Indurre modificazioni nel colon e nel retto che possono evolvere, nel tempo, in cancro
Il messaggio chiave
Un additivo considerato “sicuro” per decenni sta rivelando il suo potenziale dannoso per l’intestino, il sistema immunitario e il DNA.
La presenza diffusa di E551 in alimenti per neonati, integratori e prodotti di uso quotidiano richiede:
- Maggiore consapevolezza da parte dei consumatori
- Una revisione normativa alla luce delle nuove evidenze scientifiche
Leggere le etichette e scegliere prodotti privi di additivi in nanoparticelle è un atto di prevenzione per la propria salute e quella dei propri figli.