Ippocastano: l’albero che sostiene le vene e affascina per la sua bellezza
Vi sono due momenti dell’anno nei quali l’ippocastano attira la nostra attenzione in modo particolare:
- Maggio, quando le imponenti infiorescenze a forma di candela si innalzano verso il cielo primaverile nel loro splendore
- L’autunno, quando si ode il suono delle castagne che cadono a terra
In estate, quest’albero che può raggiungere l’altezza di oltre 30 metri, crea con le sue grandi foglie palmate (formate cioè da cinque-sette foglioline disposte come le dita di una mano) un ideale luogo ombroso.
Proprietà e usi terapeutici
Gli estratti di ippocastano agiscono sull’intero sistema vascolare, in particolare sulle vene:
- Rinforzano le pareti dei vasi sanguigni
- Favoriscono la circolazione capillare
- Rimuovono l’eccesso di liquidi nei tessuti, rendendoli più compatti
I principi attivi
| Principio attivo | Localizzazione | Azione |
|---|---|---|
| Esculetina | Corteccia | Composto cumarinico che stimola il metabolismo favorendo la circolazione sanguigna. Proprietà di bloccare i raggi ultravioletti (utilizzata nei prodotti solari) |
| Escina | Semi | Saponina che rimuove e previene i depositi di liquidi nei tessuti |
Questa molteplicità d’impiego fa dei semi dell’ippocastano uno dei rimedi più importanti contro:
- Emorroidi
- Malattie del sistema vascolare, in particolare del distretto venoso
Usi tradizionali e curiosità
Al giorno d’oggi, la medicina popolare impiega l’ippocastano solo in rari casi a causa del suo non gradevole sapore.
Esistono tuttavia ricette per:
- Tinture
- Tisane
- Compresse
utilizzate contro:
- Disturbi della circolazione venosa
- Dolori reumatici
- Tosse
Fatti interessanti
Il nome
Il nome ippocastano deriva direttamente dal greco kastanon.
Il nome completo è derivato probabilmente dall’abitudine turca di nutrire i cavalli sofferenti di forme respiratorie con le castagne di quest’albero. Così viene riportato nel nuovo erbario del XVI secolo.
Il nome scientifico Aesculus deriva probabilmente dal latino edere, cioè mangiare.
La diffusione in Europa
Solo nella seconda metà del XVI secolo l’ippocastano, originario della Grecia, fece la sua comparsa nell’Europa centrale.
Le castagne (i semi dell’albero) trovarono ben presto impiego come cibo ricco di amido per gli animali domestici e selvatici.
Il riconoscimento delle proprietà curative
Le proprietà curative dell’ippocastano vennero riconosciute solo alla fine del XIX secolo, nonostante la diffusa credenza che portare tre castagne in tasca tenesse lontane le malattie.
Usi pratici
- Dai semi si otteneva una colla per rilegare e tappezzare che, a causa della sua amarezza, non veniva mangiata dagli insetti e dai tarli
- Le castagne essiccate, messe in sacchetti di stoffa, possono essere usate per un piacevole massaggio dei piedi: basta semplicemente mettere i piedi sopra il sacchetto e muoverli leggermente avanti e indietro
La pianta osservata diversamente
L’ippocastano vive nella polarità di:
- Luce/leggerezza
- Oscurità/pesantezza
I semi germogliano nella completa oscurità della terra dura.
Il germoglio, una volta raggiunta la superficie, si orienta poi rapidamente verso la luce: già nel primo anno di vita il giovane albero raggiunge un’altezza di mezzo metro.
Le foglie, di colore verde tenero in primavera, diventano con l’avanzare della stagione sempre più scure e robuste.
Scheda botanica
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Nome comune | Ippocastano, Castagno d’India |
| Nome scientifico | Aesculus hippocastanum L. |
| Famiglia | Hippocastanaceae |
| Habitat originario | Grecia settentrionale e Caucaso |
| Principi attivi | Semi: escina, tannini Corteccia: esculetina, tannini |
Il messaggio chiave
L’ippocastano è molto più di un albero ornamentale: è un rimedio naturale prezioso per il sistema venoso, ricco di storia, simbolismo e applicazioni terapeutiche che meritano di essere riscoperte.